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1°
ITINERARIO NATURALISTICO-ARCHEOLOGICO
12 MAGGIO 2002
FONDAZIONE LOGUDORO MEILOGU
TAG di Thiesi
COORDINAMENTO FEMMINILE di Bonorva
DOMENICA
12 MAGGIO 2002
- Sentiero: Banari,
Pelau, San Pietro di Sorres.
- Tempo: 6 ore circa
- Difficoltà: turistico-medio
- Caratteristiche: itinerario
su sterrato e sentiero che attraversa il cantiere di forestazione,
altopiano de "Sa Silva", Badde Pumari, Nuraghe di San
Teodoro, Altopiano Peiau, scavi archeologici di Monte
S. Antonio, Abbazia San Pietro di Sorres.
- Dislivello: si parte da un'altezza di m. 420 s.l.m.
(Banari) per arrivare ad un'altezza massima di m. 730
(Monte Peiau).
La partenza è dalla
piazzetta della Palma (P.zza Gramsci), che sta al centro
del paese, si prosegue per via Vittorio Emanuele, fino
all'estrema periferia del paese, verso Ittiri. Sulla sinistra
si trova il lavatoio di "Funtana e josso", si attraversa,
e dopo aver fatto scorta dell'ottima acqua della fonte,
si salgono i pochi scalini in trachite, proseguendo subito
a destra per una stradina asfaltata.
La si percorre per 200 m., e si svolta quindi decisamente
a sinistra per una sterrata in salita, che percorre il
cantiere forestale di "Pala e Idda".
Dopo circa una trentina di minuti, si giunge sulla piana,
dove campeggia una tipica "pinnetta", di cui se ne possono
ammirare tanti altri esempi sull'altopiano di "Sa Silva".
Usciti dal cancello che delimita il cantiere di forestazione,
si prende immediatamente sulla sinistra una sterrata,
che, prima pianeggiante poi con notevole pendenza, attraversa
una bella vallata boscosa, in territorio di Bessude, chiamata
"Badde Pumari".
Costeggiata la periferia di Bessude si trova una stradetta
sulla sinistra che porta al nuraghe di San Teodoro.
Dopo averlo visitato si rifà la stradina precedente a
ritroso fino alla strada provinciale Bessude-Siligo, la
si attraversa, si prende un sentierino in ripida salita,
che in circa 40 minuti ci porta sull'Altopiano di Pelau,
dove si prevede la sosta per il pranzo, nel frattempo
si possono ammirare deliziose viste panoramiche su tutto
il Meilogu.
Da qui con una deviazione di circa una mezzora, si arriva
agli scavi archeologici di Sant'Antonio, siti in agro
di Siligo, comprendenti un bel pozzo sacro, un nuraghe
e i resti di un villaggio nuragico.
Si ritoma per la via percorsa in precedenza, si attraversa
tutto l'altopiano per giungere fino all'abitato di Borutta,
si scende fino a valle e tramite un sentiero che sfiora
l'interessante grotta "Ulari" si giunge alla bellissima
Abbazia di san Pietro di Sorres, tappa finale del nostro
itinerario,
BUON DIVERTIMENTO
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