Vai alla Pagina Iniziale Scrivi per avere informazioni

Buon Giorno! Sono le ore 8.09.59

.....: MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA FLM
.......NUOVE ACQUISIZIONI
.......La Sorpresa Continua
.......

La Fondazione Logudoro Meilogu non dorme. Non dorme sugli allori e non dorme neppure quel sonno del giusto che meriterbbe per tutto quello che ha fatto sinora.
Ed ecco l'altro annunzio: una nuova mostra che avrà al centro le opere che sono state acquisite negli ultimi mesi, e che dunque il pubblico degli affezionati delle iniziative di Giuseppe Carta e del suo grazioso staff (metto questo aggettivo, inedito per tante altre crew, perchè nei couloirs dell'antica casa spagnolesca ho visto circolare, attive come un tempo le giovani figlie di Sardegna, soltanto graziose donne, come appena scese da un arazzo delle magiche Lunas), opere, dicevo, che gli affezionati non hanno ancora visto.
E pur tirando diritto amplia l'orizzonte delle scelte e volge il collo all'indietro: per arrivare almeno sino ai primi del Novencto, in modo da aggiungere alle teminianze delle arti visive sarde e italiane di questo secondo dopoguerra (l'universo sul quale finora pareva specialmizzata) anche i pittori della prima metà del secolo, segnatamente, fra i sardi, quelli che inventarono per la pittura fatta nell'isola un aggettivo, "sarda", che suonava (suona ancora) come dicesse "sardista": l'ozorese Giuseppe Altana, il nuorese Antonio Ballero, il caglioturritano Filippo Figari, il sassaro-sorsense Pietro Antonio Manca e altri nomi di quella coroggiosa generazione.
Poi, perchè l'appettito vien mangiando (in questo caso, semmai, verrebbe mentre s'impasta, si fa su commassu), anche opere di figure eminenti della storia dell'arte italiana nel secolo scorso: a volerne dire soltanto due, Concetto Pozzati e Luciano Minguzzi.
Nè basta. Sempre per quell'impulso a continuare a afare, ma fare seguendo una rotta ben precisa, la collezione si è arrichita anche delle opere di artisti giovani e talvolta perfino giovanissimi: come a dire che qui la FLM tasta il polso della più fresca arte isolana e offre, all'interno di una mostra già per sè ricca di confortanti sorprese, l'incontro con operatori dell'arte che hanno già conosciuto il pubblico ma, come si dice, con lavori e in ambienti di nicchia. A loro, alla loro inventiva, la nuova esposizione offre l'occasione di farsi vedere: quando si parla di anrti visive e di visibilità dell'arte, anche a questo evidentemente si accenna, non solo alla possibilità che queste opere siano viste ma pure alla necessità che esse hanno di farsi vedere. D'altra parte, il dizionario italiano conosce anche l'espressione "mettersi in mostra" che vuol dire questo esiderio di esporsi fin dove non sia possibile, all'occhio che guarda, volgersi da un'altra parte prima ancora di avere visto (e avere annotato nella memoria e se si vuole, nella propria coscienza critica).
Ma il pubblico che andrà a Banari avrà un'altra sorpresa, Giuseppe Carta l'aveva promesso, ora prova a mantenere la promessa anche in una terra come la Sardegna che alle promesse quasi non crede più, perchè promettere è terreno di caccia aperto a tutti, mantenere riesce solo a pochi.
Bene, Carta aveva promesso di realizzare una struttura museale moderna subito a valle della casa spagnolesca e del suo giardino sempreverde. Lo sta facendo e le prime strutture si delineano già nell'ondulato piano che scende verso la "Carlo Felice". S'indovina un architettura a dorso di balena, in cui troverranno spazio due piani (di cui uno ipogeico, al modo di certe micropoli nuragiche), destinati ad ospitare in un futuro non lontano - l'inaugurazione è immaginata per il giugno 2007 e se non sarà allora abbiamo pazienza quanto basta per apsettare un altro po' - non tanto le opere che già sono ospitate sotto la frescura delle volte secentesche quanto i nuovi documenti dell'attività artistica ell'isola e fuori dell'isola che la FLM continua a richiamre e raccogliere.
La mostra che si va ad inaugurare sarà dunqeu tutta da visitare e da vedere. Le più che duecento opere acquisite negli ultimi due anni, tutte mai esposte prima, che figurano nella presntazione generale del catalogo vanlogno il viaggio a questo quieto e insieme attivo paesino del Meilogu. Segnalo rapidamente qualche nome, scelto senza un disegno critico (che del resto non posseggo) nè pregiudizi - non sono capace d'accorgermene): Antonio Atza, Antonio Corriga, Manlio Masu, Gaetano Pinna, Pinuccio Sciola, Liliana Cano, Franco d'Aspro, Pietro Mele, Bernardino Palazzi, Giorgio Princivalle, Costantino Spada, Libero Meledina. Riguardando l'elenco, si vedono gli anni che ho: i nomi sono quelli di amici che ho conosciuto ed amato, molti di loro non ci sono più, alcuni - di una generazione più vicina - sono lietamente vive e attivi.
Mi perdoneranno i giovanissimi, con i quali - per acciacchi dell'età e dell'attenzione - ho minore dimestichezza (faccio qualche nome tra parentesi) a titolo di parzialissima escusazione: Genesio Pistidda, Gianni Polinas, Giovanni Sanna).
Vedo anche il nome di Mario Sironi, che rischia di diventare un must nelle rassegne isolane, quasi a fargli scontare il casuale destino che lo fece nascere, figlio d'un "esiliato" del Genio Civile dell'Italia unita, in via Roma, numero 31, Sassari.
Ma FLM è grande, c'è posto per tutti. E tutti, bisogna dire, questo posto lo meritano.

Manlio Brigaglia
Dal catalogo Museo d'Arte Contemporanea FLM
NUOVE ACQUISIZIONI


 

Menu

   
 
FONDAZIONE LOGUDORO MEILOGU MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA FLM
VIA SASSARI, 07040 BANARI (SS) - TEL. 079/826199 - Fax 079/826270
Creato: 10/06/2007 - Webmaster: Alessandra Carta - Ultimo Aggiornamento: : 01.06.2009